La Distillazione

Dopo la raccolta ci rechiamo nella nostra distilleria dove disponiamo di un distillatore a “fuoco indiretto”, mentre una volta veniva usato il metodo a “fuoco diretto”, alimentato dalla legna del nostro bosco situato presso la distilleria.

Il distillatore si compone di tre parti: la caldaia, l’alambicco e la serpentina.

La caldaia è un contenitore chiuso cilindrico sempre pieno d’acqua; sotto vi è la camera del fuoco che, durante la distillazione, deve essere costantemente alimentato al fine di riscaldare l’acqua nel più breve tempo possibile.

A fianco vi è l’alambicco; questo è collegato alla caldaia tramite un tubo dal quale, una volta che l’acqua arriva all’ebollizione, fuoriesce il vapore necessario per l’estrazione dell’olio essenziale.

Con le forche si raccoglie il fiore, ben disteso in terra al fine di evitare fermentazioni, e lo si versa nell’alambicco.

Quando questo è colmo e ben pressato viene chiuso ermeticamente con un coperchio cono forme (ricorda una pipa rovesciata) al culmine del quale un tubo cono forme collega l’alambicco alla serpentina di raffreddamento.

I vapori che attraversano i fiori e gli oli essenziali devono condensarsi, tornando rapidamente allo stato liquido: la serpentina, quindi, deve essere costantemente mantenuta piena di acqua fredda.

L’olio essenziale e l’acqua di distillazione stillano congiuntamente nell’essenziere, che può avere forme diverse; in ogni caso la separazione dei due elementi si ottiene sfruttando la diversità di peso specifico.

L’olio essenziale si separa quindi dall’acqua, quest’ultima prende il nome di idrolato e ha molteplici proprietà terapeutiche.

Nel 2010, quando la nostra azienda è diventata “Fattoria Didattica”, abbiamo acquistato un piccolo distillatore, gioiello della nuova tecnologia, per rendere partecipi i giovani al processo di distillazione.